Oltre 400 casi di violenze sulle donne

Oltre 400 casi di violenze sulle donne

 

«NON POSSIAMO limitarci a chiederci perché, quando ormai la tragedia si è consumata. Dobbiamo assolutamente lavorare sulla prevenzione». Il sindaco Giuseppe Bellandi sintetizza con queste parole Io spirito che ha animato il convegno dei Lions e Soroptimist di sabato alle Terme Excelsior dal titolo: “Violenza sulle donne: una battaglia da vincere”.

La giornalista Cristina Privitera, che ha moderato il convegno, ha ricordato alcune figure femminili colpite dalla violenza nei nostri territori, simbolo di tutte le vttime di cui le cronache raccontano con frequenza allarmante. Tra loro, Beatrice Ballerini, uccisa recentemente nella Nievole, e Giovanna Piattelli, assassinata nel contesto di lavoro, in municipio a Montecatini.

DAL CONVEGNO è emersa l’esigenza sempre più attuale di ‘fare rete’ per combattere ogni forma di violenza su donne e minori. All’incontro hanno preso parte il comandante provinciale dei carabinieri Eugenio Cacciuttolo e il capitano Enrico Vellucci, in rappresentanza dell’Arma la quale, come ha ricordato il vicequestore aggiunto Antonio Fusco, capo della squadra mobile di Pistoia: «Ha risolto recentemente proprio il caso Ballerini, esempio tragico della degenerazione che può avvenire in un rapporto di coppia. Solo nella provincia di Pistoia, tra il 2009 e il 2012 — ha illustrato — sono state 411 le donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza. Si deve chiarire che con il tennine femmicìdw s’intende l’uccisione delle donne in quanto donne, con la parola femminicidio, mutuando dalla definizione di Barbara Spinelli, si intende ogni forma di violenza o discriminazione esercitata contro la donna in quanto donna, come forma di esercizio di potere sulla sua psiche o sul suo corpo, volto ad annientarla perché non è quello che l’uomo o la società, vorrebbero che fosse. Si dovrebbero introdurre percorsi nelle scuole finalizzati ad affermare che il rapporto di coppia è un rapporto di condivisione e non di potere. Al fine di contrastare il pericolo di recidiva ed escalation, le misure cautelari deirallontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa dovrebbero essere integrate con percorsi di recupero per il maltrattante: si pensi all’esperienza del centro ascolto uomini maltrattanti di Firenze».

La criminologa Silvia Calzolari ha sottolineato: «Per difendersi davvero ci si deve affidare a esperti qualificati, non restare isolate. Si devono evitare errori comunicativi come non prendere posizione di fronte a una qualsiasi mancanza di rispetto, non percepire il danno o perdonare troppo facilmente, sottovalutare comportamenti poco equilibrati».

Il magistrato Jacqueline Magi, giudice penale a Prato, ha ricordato: «Il primo passo per difendersi è il rispetto di sé, la capacità di essere coscienti della violenza subita. Spesso le donne temono di essere giudicate male e sono inibite nel denunciare molestie subite.

Non è facile parlare in tribunale di fronte al soggetto che ha stuprato o molestato. Nella mia esperienza quotidiana a Prato, ho riscontrato che le straniere denunciano più delle italiane e sono determinate e decise in udienza».

L’AVVOCATO Cecilia Turco ha affermato: «Il diritto è sempre in grado di prendere posizione: la violenza sulle donne ci chiede un impegno civile a tutti i livelli a cui dobbiamo saper rispondere».

Fabrizio Amato, presidente del Tribunale di Pistoia, ha sottolineato: «Non dobbiamo dimenticare che il problema della violenza sulle donne è di chi la perpetra e non delle donne stesse. Spesso si sposta il centro della questione sulle misure prudenziali che la donna dovrebbe tenere: non uscire la sera tardi, da sola etc. Ma si deve ricordare che in una società giusta le donne non dovrebbero essere costrette a pensare in questi termini».


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