Titolo: 9 ragazze invisibili
Dimensioni: 9 collage 20×20
Anno di esecuzione: 2021
Tecnica utilizzata: tecnica mista acrilico e collage
Quotazione: a partire da 80€ a collage
Nove pixel rossi, nove storie diverse, nove donne, tre materiali, stesso accaduto e destini diversi. Fogli di giornale strappatti piegati su se stessi più volte simbolo della violenza ripetuta, abuso quotidiano, replicato, reiterato, troppo frequente. Un velo trasparente per nascondere il non detto, la mensogna, la verità venuta meno, la minimizzazione che travolge e sottomente il coraggio e la consapevolezza. Nove vite, nove modi di affrontare o non affrontare l’inevitabile per sopravvivere. Nove nomi di città invisibili geolocalizzano il luogo dell’accado, ovunque e in nessun posto, nell’appartamento affianco nella casa di fronte, a centinaia di chilometri di distanza, la realtà che accade in un luogo ben definto e non in un paese molto lontano del racconto del narratore quotidiano.
1.Fillide,
“Milioni d’occhi s’alzano su finestre ponti capperi ed è come scorressero su una pagina bianca. Molte sono le città come Fillide che si sottraggono agli sguardi tranne che se le cogli di sorpresa.”
2.Zemrude,
“È l’umore di chi guarda che dà alla città di Zemrude la sua forma… Per tutti presto o tardi viene il giorno in cui abbassiamo lo sguardo lungo i tubi delle grondaie e non riusciamo più a staccarlo dal selciato.”
3. Aglaura,
“Nè l’Aglaura che si dice nè l’Aglaura che si vede sono molto cambiate da allora, ma ciò che era eccentrico è diventato usuale, stranezza quello che passava per normale, e le virtù e difetti diversamente distribuiti. In questo senso nulla è vero di quanto si dice di Aglaura, eppure se ne trae un’immagine solida..“
4.Raissa,
“città triste, corre un filo invisibile che allaccia un essere vivente a un altro per un attimo e si disfa, poi torna a tendersi tra punti in movimento disegnando nuove rapide figure cosicchè a ogni secondo la città infelice contiene una città felice che nemmeno sa d’esistere.“
5. Marozia,
“consiste di due città: quella del topo e quella della rondine; entrambe cambiano nel tempo; ma non cambia il loro rapporto: la seconda è quella che sta per sprigionarsi dalla prima.“
6. Maurilia,
“provinciale sotto gli occhi, di grazioso non ci si vede proprio nulla, e men che meno ce lo si vedrebbe oggi, se Maurilia fosse rimasta tale e quale, e che comunque la metropoli ha questa attrattiva in più, che attraverso ciò che è diventata si può ripensare con nostalgia a quello che era.“
7. Despina,
“si presenta differente a chi viene da terra e a chi dal mare….ogni città riceve la forma dal deserto a cui si oppone… città di confine tra due deserti.“
8. Melania,
“Chi s’affaccia sulla piazza in momenti successivi sente che d’atto in atto il dialogo cambia, anche se le vite degli abitanti di Melania sono troppo brevi per accorgesene.“
9. Zirma,
“la memoria è ridondante: ripete i segni perchè la città comincia a esistere.“
Italo Calvino, Le città invisibili


