Violenza di genere: prevenzione, assistenza, sostegno

Violenza di genere: prevenzione, assistenza, sostegno

 

La Toscana ha una legge sulla violenza di genere, approvata nell’ultima seduta all’unanimità dal Consiglio regionale. Un risultato importante, raggiunto con la partecipazione di tutte le forze politiche e con l’obiettivo di poter essere ancora una volta regione modello e all’avanguardia anche per li legislatore nazionale. La violenza di genere si esprime su donne, minori, altri soggetti deboli, in vari modi ed in tutti paesi europei.

Nella civile Europa le violenze sono la prima causa di morte delle donne tra i 16 e i 50 anni. L’Italia e la Toscana non sono esenti da questo fenomeno fatto di violenze anche familiari, minacce, maltrattamenti, percosse, abusi sessuali, delitti. Nei luoghi pubblici e sul posto di lavoro. Secondo una ricerca dell’Istat (riferita al 2006), sono stimate in 6 milioni e 743 mila le donne dai 16 ai 70 vittime di violenza fìsica o sessuale e di tutte queste più del 90% non vengono denunciate, il sommerso è purtroppo elevatissimo.

In Toscana il 34,7% delle donne ha subito una violenza fisica o sessuale nel corso della vita: una media più alta di quella nazionale, che è del 31,9%. Il 5.8% ha dichiarato di aver subito uno stupro o un tentato stupro (contro una media italiana del 4.8%). I numeri sono, quindi, inquietami, spia di una cultura “maschilista” imbevuta di violenza e mancato rispetto, che va combattuta a partire da campagne educative e culturali. Da norme, come quella che abbiamo votato in consiglio regionale, che supportino la prevenzione, l’uscita dalle violenze, il reinsenmento.

Questo intento che ci ha portato fino al risultato, parte dalla volontà di dare un contributo normativo per dare risposte appropriate al problema, che costituisce un’autentica minaccia per la salute fisica e psichica, oltre ad essere un ostacolo al godimento del diritto di cittadinanza sicura, libera, giusta (come stabilito dal Parlamento Europeo con decisione 803/2004) per una dignità nazionale e globale della persona. Attualmente non esiste una legge organica nazionale, con questa nostra iniziativa proviamo a contribuire alla presa di coscienza di un fenomeno così grave, con l’obiettivo di ampliare il significato di parità dei diritti e di sensibilizzare l’interesse generale facendo emergere il fenomeno dalla sfera privata alla società. Cosi si valorizzano i principi di convivenza civile, rispetto reciproco, rispetto delle identità sessuali, religiose, culturali.

La legge toscana promuove azioni di contrasto e per l’accoglienza delle vittime attrraverso la realizzazione di una rete formato da tutti i soggetti comuni, province, aziende ospedaliere universitarie, uffici scolastici, regionali e provinciali, forze dell’ordine, uffici territonali del governo, magistratura e centri anti violenza presenti su tutto il territorio. Assistenza e protezione che si attiva da parte di tutta la rete anche su richiesta della vittima ad un solo soggetto. Quella di mercoledì è stata quindi una giornata importante per il consiglio regionale con l’approvazione di questa legge supportata da un dibattito ampio e sentito.

La concretezza e l’unità d’intenti, privilegiando i contenuti alle appartenenze politiche, hanno permesso di raggiungere questo obiettivo come dimostrano la prime firme alla legge, trasversali, di Alessia Petraglia (Sd) e Annamaria Celesti (Fi).

Ci aspettiamo, adesso, che questo porti frutti e una sollecitazione anche a livello nazionale, dove speriamo che si possa percorrere una strada simile.

Rosanna Pugnalini, Consigliere regionale per il Partito Democratico


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