Sempre più coppie «malate»

Sempre più coppie «malate»

 

Retroscena dell’arresto dell’ex partner violento

Violenze, vessazioni, calunnie, minacce, e umilianti prove d’amore subite a lungo senza la possibilità di reagire per lo stato di grave prostrazione psicologica in cui l’ex convivente l’aveva gettata e con la paura di non essere creduta. La brutta storia di violenze ai danni di una donna sfociata nell’arresto dell’uomo, da noi già scritta il 20 febbraio scorso, si arricchisce di altri, terribili, particolari.

I primi a rivolgersi alla polizia, sono stati i genitori della vittima, molto preoccupati per la figlia. Una richiesta d’aiuto che è poi servita anche alla donna per trovare il coraggio di denunciare quanto aveva subilo. Oggi lei è in un luogo protetto e sta cercando di riprendere una vita normale. L’uomo che l’ha tormentata, Giuseppe Vitale, catanese di 39 anni, ma residente in Valdinievole, è stato arrestato su ordine di custodia cautelare emesso dal gip della direzione distrettuale antimafia dì Firenze sulla base di tutti gli elementi raccolti dalla squadra mobile della questura di Pistoia. L’indagine, diretta dal sostituto procuratore della Repubblica di Pistoia Ornella Galeotti, è stata coordinata dal vicequestore Paolo Guiso, a capo della squadra mobile, che ieri mattina, insieme al questore vicario Mauro Ciavardini, ne ha illustrato i principali passaggi con parole di lode per l’impegno profuso dall’ispettore Severina Romano.

L’ordinanza cautelare è stata spiccata per una lunga serie di reati fra cui maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, lesioni, estorsione, diffamazione, ingiuria, violenza familiare e calunnia, oltre alla minaccia aggravata dal fatto che il quarantenne siciliano millantava, secondo le accuse, le sue conoscenze in ambienti mafiosi. La vittima era la sua ex convivente, una quarantenne di Montecatini, ex vigilessa, che per colpa sua aveva perduto anche il lavoro. A muovere questa lunga catena di tormenti nei confronti della donna sarebbe stata unicamente la gelosia.

«QUESTO CASO – spiega Guise – è emblematico di quanto possano degenerare determinate situazioni familiari in un momento in cui questo tipo di reato si presenta in forte aumento. In questa vicenda la violenza si è estesa anche al nucleo familiare e il primo passo è stato quello della gelosia. Alla vittima veniva impedito di uscire di casa, di telefonare e avere contatti con i suoi familiari. E’ stata costretta a dimettersi dal lavoro ed è stata accompagnata a firmare le dimissioni. La vittima era stata ridotta in uno stato di prostrazione, del tutto incapace di ribellarsi e per un anno ha subito percosse, lesioni, minacce e anche richieste di denaro».

«LA DONNA ha subito anche una diffamazione pubblica con cartelli offensivi appiccicati nel suo quartiere e per finire – hanno spiegato ancoragli inquirenti – anche false denunce in diverse citta italiane in cui la donna veniva accusata di furto. Il lutto a comporre un quadro talmente complesso che alcune fasi delle indagini sono diventate di competenza della direzione distrettuale antimafia. Non era facile ottenere la misura cautelare. Tra l’altro le minacce sono continuate anche quando la donna era già in una struttura protetta. Si è appreso che era stato incaricato un investigatore privato per trovarla».

Dall’inizio dell’anno, la squadra mobile di Pistoia ha ricevuto venti denunce da parte di vittime di violenze familiari. «Il grosso rischio – conclude Guiso – è che la vittima perda lucidità, sicurezza e fiducia e abbia paura di denunciare, ma non è vero che non c’è speranza e l’obiettivo viene invece raggiunto».

 

VIOLENZE IN FAMIGLIA Un altro caso a Buggiano. Sottoposto a vari divieti Ex marito allontanato da casa

NON POTRÀ’ più avvicinarsi a nessuno dei luoghi frequentali dalla moglie e ha il divieto di mettere piede nella sua ex casa familiare. E’ questo il provvedimento che il Gip di Pistoia ha emesso nei confronti di un uomo di 31 anni che per lungo tempo ha perseguitato la moglie di 29 anni. L’ennesima storia di soprusi all’interno delle mura familiari che in questo caso si è consumata nel comune di Buggiano e dimostra, ancora una volta, che denunciare serve a ottenere non solo giustizia ma anche a riaffermare il diritto a un’esistenza tranquilla.

Dopo una serie di violenze subite, la donna si è rivolta ai carabinieri per sporgere denuncia. Nel frattempo ha anche deciso di separarsi dal marito. Ma anche in questo caso, come in un copione che si ripete pressoché sempre uguale, il marito non accettava la separazione e ha replicalo, anche una volta fuori dalla casa familiare, l’atteggiamento violento nei confronti della donna. Si sono così susseguiti mesi di ingiurie, minacce e aggressioni verbali.

Il culmine di questa serie di comportamenti l’uomo l’ha raggiunto nel dicembre scorso, quando ha aggredito fisicamente sua moglie difronte alta scuola della figlia, una bambina di tre anni, alla presenza di svariati testimoni.

UN ATTO ESTREMO e assai pericoloso che ha gettato nella paura più nera e nella preoccupazione per sé e per sua figlia la donna. L’inchiesta dei carabinieri e diretta dalla procura di Pistoia era già scattata: gli inquirenti erano già al lavoro per raccogliere gli elementi di prova nei confronti dell’uomo. L’ennesimo episodio è stato fondamentale per arrivare alla misura cautelare, chiesta dalla procura di Pistoia, dell’allontanamento definitivo dalla casa in cui vivono moglie e figlia, ma anche il divieto di avvicinarsi a tutti i luoghi frequentali dalla donna, compreso quello di lavoro, ma anche dalla scuola della bambina e dall’abitazione dei suoceri. Se l’uomo violerà i divieti, potrà essere arrestato.

 

di Cristina Privitera

 


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