Perseguitava la ex fidanzata: condannato a tre anni

Perseguitava la ex fidanzata: condannato a tre anni

 

Era accusato di violenza privata, lesioni, minacce e danneggiamenti. L’uomo, un 34enne, è stato condannato a tre anni di reclusione e al risarcimento dei danni per aver tormentato la ex che lo aveva lasciato dopo una relazione sentimentale durata tre mesi. La vittima della persecuzione tuttora vive in una residenza protetta.

Pistoia. 3 giugno 2008 – E’ stato condannato a tre anni di reclusione e al risarcimento dei danni il giovane accusato di aver tormentato la ex che lo aveva lasciato dopo una relazione sentimentale durata tre mesi. L’uomo. Enrico Massaro. 34 anni, del Montalbano. al culmine di questa drammatica vicenda, un anno fa. era stato arrestato dalla Squadra Mobile della questura in base ad una ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari. Massaro era stato quindi rinviato a giudizio per violenza privata, lesioni, danneggiamento volontario, minaccia grave e ingiuria. La sentenza è stata pronunciata in questi giorni dal giudice monocratico Rosa Selvarolo.

Pubblico ministero era il sostituto procuratore della Repubblica Ornella Galeotti che aveva diretto le indagini della Mobile su questo caso, partite dalle denunce della vittima. La parte civile era rappresentata dall’avvocato Barbara Mercuri del foro di Prato. La vittima della persecuzione, che risale agli inizi del 2007, tuttora vive in una residenza protetta. Diversi gli episodi che erano stati contestati al Massaro dalla pubblica accusa e che andavano a delinerare. Puno inanellato all’altro, un caso di ‘stalking’, una persecuzione scattata subito dopo la decisione, da parte della donna, di interrompere la relazione sentimentale.

Secondo Paccusa il giovane avrebbe minacciato ripetutamente la donna sia telefonandole che inviandole messaggini in cui la minacciava di morte. Avrebbe cercato più volte di introdursi nella sua abitazione costringendola, infine, ad andarsene dal suo paese. In un’altra occasione, mentre il Massaro era alla guida del suo fuoristrada, avrebbe seguito la donna sul Montalbano, sorpassandola, tagliandole la strada e. mentre lei cercava di allontanarsi, l’avrebbe ripetutamente tamponata. In quella occasione la donna aveva riportato un trauma cervicale con una prognosi di dieci giorni e la sua vettura era stata danneggiata. In altri episodi contestati all’imputato, questi avrebbe ulteriormente minacciato di morte la ragazza, avrebbe sputato sulla sua auto e le avrebbe scaraventato per terra il cellulare.

Per quanto il disegno di legge non sia stato ancora stato approvato (la proposta di legge prevede una nuova fattispecie di reato art.612-bis ‘Atti persecutori’) questa storia, già resa nota dagli inquirenti, si era configurata come un caso di stalking, un reato che si è fatto strada negli ultimi anni e che ha mantenuto il termine originale inglese che definisce il comportamento del molestatore assillante (Io stalker). del persecutore che non dà più tregua alla ex fino anche ad estreme conseguenze. La vittima viene così intimorita tanto che spesso subisce senza denunciare e nella speranza che. prima o poi. l’altro si arrenda. A questi casi (quello oggetto del processo non è l’unico) la procura, e in particolare la dottoressa Galeotti, ha dedicato molta attenzione.


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