Le donne del basket: NO alla VIOLENZA

Le donne del basket: NO alla VIOLENZA

 

IN CAMPO per combattere la violenza contro le donne e sostenere le attività del centro Libere Tutte. Questo il senso di una nuova iniziativa nata dalla collaborazione tra la onlus «365 giorni al femminile» e le compagne di vita dei giocatori della Tesi Group, che in occasione della partita di basket di domenica inaugureranno una nuova campagna di sensibilizzazione. Primo passo dell’operazione è il volantino che ritrae Mariolina Moretti, Laura Busi, Ilaria Tremigliazzi, Alessia Toppo, Alessia Galanda, Yeli Hicks ed Elena Remaschi in campo, con indosso una t-shirt rosa: il flyer, che invita a devolvere il 5 per mille all’associazione «365 giorni al femminile» (codice fiscale 91022080476), verrà distribuito domenica tra gli spettatori del PalaCarrara, mentre gli atleti del Pistoia Basket sfileranno con la stessa maglietta.

«In occasione della partita contro Capo d’Orlando, i giocatori della Giorgio Tesi Group e le loro compagne scendono in campo insieme a favore dell’associazione 365 giorni al femminile e testimoniano, indossando la maglietta rosa, il loro impegno contro la violenza alle donne. Sostieni anche tu l’associazione devolvendo il tuo 5 per mille, con un piccolo gesto ci aiuterai a vincere questa partita». Con questo appello le sette mogli e fidanzate dei giocatori lanciano l’iniziativa a sostegno della onlus che nella nostra provincia gestisce il centro Libere Tutte. L’operazione, volta a sensibilizzare le persone sul tema della violenza, è nata dalla sinergia tra Libere Tutte e le compagne dei giocatori. «Siamo felici di collaborare per una questione così importante — afferma Alessia Galanda — e di contribuire a far conoscere l’associazione 365 giorni al femminile. Questo è solo l’inizio: tutte insieme stiamo pensando ad altre iniziative per i playoff». «Ci crediamo tantissimo — racconta Elena Remaschi, compagna di vita di Guido Meini — perché è giusto che su temi così delicati emerga la solidarietà femminile. Al centro antiviolenza abbiamo conosciuto attività e progetti dell’associazione: penso che qualsiasi altra donna avrebbe aderito con lo stesso nostro’trasporto e continueremo a collaborare anche in futuro».

 

di Giulia Gonfiantini


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