Fra impegno e distretto

Fra impegno e distretto

 

Daniela Morozzi, tra fiction, teatro e impegno sociale

Da quando vestei panni della poliziotta Vittoria Guerra è diventata famosa in tutta Italia ma i toscani la conoscono fin dai tempi dei match di Improvvisazione teatrale, prima del successo e della grande popolarità televisiva. Fiorentina. 41 anni, un bambino – Filippo – di 21 mesi, Daniela Morozzi ha appena finito di girare le ultime scene della nona serie di Distretto di polizia, in onda su Canale 5.  L’abbiamo raggiunta a Roma, sul set di quella che si prepara a diventare la fiction più longeva della televisione. «Ebbene sì, passeremo alla storia – conferma Daniela -. Faremo un’altra serie, la decima, e poi calerà il sipario sulle avventure del Decimo Tuscolano, il “nostro” commissariato dal 2000: nemmeno La Piovra è durata così tanto-. Per l’occasione ci saranno delle “rimpatriate” forse rivedremo anche Maurizio Belli (uno dei personaggi più amati della serie), se Ricky Memphis vorrà!».

Quanto devi al personaggio di Vittoria?

Voglio un gran bene a Vittoria, mi ha fatto crescere professionalmente e mi ha dato quella tranquillità economica che mi ha permesso di dedicarmi anche ad altri progetti. Perché la creatività è una gran bella cosa ma senza soldi si va poco lontano..

Adesso Vittoria deve dividerti con Ada, il personaggio che interpreti ne “Il commissario Manara”…

Adoro Ada, è una donna pasticciona, incasinatissima. che non riesce a trovare un uomo nemmeno a piangere, eppure è positiva, allegra, affettuosa.. Tra marzo e aprile cominceremo le riprese della seconda serie aTrevignano Romano,sul lago di Bracciano: so che pensavi che il set era ad Orbetello, ci cascano tutti, è il potere della tv! E so anche quello che stai per chiedermi: sì, Guido Caprino (l’attore che interpreta il commissario Manara) è davvero così bello come sembra, ed è anche bravo e simpatico. Sul set c’è davvero un bel clima, Davide Marengo è un regista giovane che viene dal cinema d’avanguardia e lascia molto spazio all’improvvisazione. Ada è nata con un piccolo ruolo, ma al pubblico è piaciuta e nella seconda serie la veclremo un po’ di più.

Hai un figlio piccolo: come riesci ad organizzarti?

Il primo anno è stato con me sul set, poi ci siamo organizzati. Avrebbe potuto benissimo comparire nella serie ma ho preferito evitare. Le riprese di Distretto mi impegnano nove mesi all’anno, ma durante la settimana ho sempre qualche giorno libero. Quando sono a Roma rimane a casa con il babbo, e poi ci sono i nonni, gli amichetti del nido. Ha un bel carattere, solare. Vive tranquillamente il fatto che spesso non ci sono.

Cosa fai quando non sei occupata a registrare puntate di serie televisive?

Faccio un sacco di cose: la mamma, prima di tutto, e poi l’attrice di teatro. Quest’inverno tornerò a girare per l’Italia con uno spettacolo al quale tengo molto Articolo femminile: analisi illogica della carta stampata, un concerto-lettura di articoli di giornale attraverso i quali rivivono immagini di donne forti, combattive, che hanno saputo compiere delle scelte.

Ti occupi molto di solidarietà, perché?

Non so come sia possibile vivere senza interessarsi agli altri, e guarda che non è un concetto religioso perché io sono atea.

Con quali associazioni collabori?

Da cinque anni sono testimonial de Il Cuore si scioglie, la campagna per le adozioni a distanza promossa da Coop. Con l’associazione La sordità non ha colore e il Centro di rieducazione ortofonica (Cro) di Firenze stiamo costruendo un istituto per accogliere circa 200 bambini sordi in Congo, grazie anche al contributo di Unicoop Firenze. Collaboro anche con il Centro antiviolenza “Liberetutte”, e con la Fondazione Caponnetto sui temi della legalità: realizzerò un documentario per l’associazione Libera su Rita Atria, la ragazza rinnegata dalla sua famiglia perché aveva osato denunciare i suoi condttadini mafiosi, e che si suicidò subito dopo l’attentato a Borsellino.

Sembri sempre contenta: qual è il tuo segreto?

Sono molto più complicata di quanto non possa sembrare, ma con il tempo ho imparato ad accettare le mie fragilità e a pensare sempre positivo.

Guardo l’orologio, stiamo parlando da più di un’ora Daniela mi aveva avvertita: «Oh, tu fermami, perché io sono una gran chiacchierona! Sì Gianni, mi metto le scarpe e sono pronta…». Gianni è Gianni Ferreri, l’attore napoletano con cui divide l’appartamento a Roma, perché sono gli unici pendolari della serie. Ma soprattutto è Giuseppe Ingargiola. con cui Daniela, alias Vittoria, da qualche anno intreccia, nella fiction, una storia d’amore tenera e divertente. Una storia che al pubblico piace molto, tantoché alla “coppia” è dedicato persino un sito internet. «II

mio comipagno ci scherza sopra – ride Daniela -. Quando ero incinta mi diceva: tanto lo so che per tutta Italia sarà il figlio di Ingargiola!».

 

di Francesca Magnanelli

 

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