Sì al “Codice Rosa” per le vittime di violenza

Sì al “Codice Rosa” per le vittime di violenza

 

SULLA istituzione del «Codice Rosa», progetto regionale a favore delle fasce deboli vittime di violenza, il consiglio comunale, iI 1 luglio, ha votato all’unanimità una mozione presentata dal gruppo Pdl, che impegnava sindaco e giunta a promuoverne l’adesione da parte della Asl 3. Il codice rosa prevede anche la costituzione e la formazione di gruppi operativi specifici e l’adeguamento delle strutture del Pronto soccorso con la messa a disposizione di uno spazio idoneo per tutta una serie di persone, considerate più fragili, che hanno subito atti di violenza: donne, ma anche bambini, omosessuali e persone anziane. Sulla base di questo impegno preso in consiglio comunale, gli assessorati alle pari opportunità e alle politiche sociali hanno promosso alcuni giorni fa una riunione alla quale hanno partecipato, oltre l’assessore Tina Nuti e la dirigente del settore sociale Federica Taddei, Monica Bani, Gabriella Bellagambi e Luciana Chiti per l’Asl.

«L’incontro è servito a tracciare il percorso — spiega l’assessore Nuti — della fase che permetterà il coordinamento degli interventi sanitari con quelli sociali e la messa in rete di tutti i servizi attivi a livello provinciale, in modo da arrivare a gennaio, quando ci saranno i finanziamenti per l’istituzione del codice rosa, con il territorio pronto a dare le risposte migliori agli utenti del servizio». Anche la Provincia di Pistoia è da tempo impegnata nel lavoro di attivazione del «Codice Rosa». Sta provvedendo alla stesura del protocollo propedeutico all’avvio del

percorso, in un’ottica di piena collaborazione con i Comuni della provincia, Asl 3, Centri antiviolenza, forze dell’ordine e altri attori del territorio. Il documento dovrebbe essere pronto entro il prossimo autunno. Come ulteriore obiettivo comune si prevede di indirizzare i finanziamenti previsti dalla Legge Regionale 16 per la realizzazione di un precorso formativo al ruolo di «sentinelle», per il riconoscimento di forme di violenza in vari ambiti sociali.

 

E’ già attivo il centro dell’Asl contro gli abusi

SI CHIAMA «Centro di coordinamento Aziendale per le Vittime di Violenza» il percorso attivato dalla Asl3 di Pistoia da soli pochi giorni e riservato a tutte le vittime di violenza, donne, ma anche bambini, anziani, immigrati, omosessuali, senza distinzione di genere o età. Lo rende noto la Direzione Aziendale dopo l’intervento di Sabrina Sergio Goti, medico di medicina generate, che in una lettera aperta ha richiesto all’AsB di prevedere un «percorso specializzato presso il quale possano rivolgersi le donne che hanno subito violenza».

Il Centro (istituito con delibera n. 344 del 75 luglio 2013) è formato dai professionisti dei due Centri Donna aziendali, uno per zona, Valdinievole e Pistoia. E’ nato per prevenire e contrastare il fenomeno della violenza nelle fasce più deboli delia popolazione attraverso attività specifiche: informazione, accoglienza, sostengo e attivazione, se necessario, di specifici percorsi integrati.

Si raccorda e agisce in modo integrato con la rete istituzionale provinciale (Procura, forze dell’ordine, Rete provinciale contro le violenze, le associazioni e i Centri antiviolenza già operanti sul territorio). Questo per assicurare alle vittime anche adeguata protezione fisica e assistenza: l’intervento è sempre personalizzato, e la presa in carico da parte di tutti i soggetti della “rete” con il contributo di operatori sanitari e sociali qualificati (ginecologo, ostetrica, psicologo, psicoterapeuta, assistente sociale) ha sempre come obiettivo la costruzione di un progetto riabilitativo, psicologico e sociale per il superamento del trauma subito.

Presso i Pronto soccorso sono già previsti ed a breve diventeranno operativi i «Percorsi Rosa»: stanze dove vengono create le migliori condizioni per l’accoglienza delle vittime e assicurano, nei casi di violenza sessuale, l’intervento delle unità operative di ostetricia e ginecologia e pediatria e l’attivazione del Centro di coordinamento. I professionisti partecipano a percorsi formativi specifici. Il Centro di coordinamento aziendale promuove campagne di informazione e sensibilizzazione sulla cultura della legalità e della non violenza.


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