Sagome rosso sangue per dire NO alla VIOLENZA

Sagome rosso sangue per dire NO alla VIOLENZA

 

ANGELICA, uccisa dal padre. Natalia, uccisa dal figlio. Eliana, uccisa dal fidanzato. Tiziana, uccisa dal convivente. Lucia, uccisa dai marito. Pierina, uccisa dal vicino di casa. Anna Rosa, uccisa dall’ex convivente. Carla, uccisa, cone Vincenzina, dall’ex fidanzato. Sono nove delle 127 donne uccise in Italia nel 2010. L’8 % in più rispetto al 2009, il 15 per cento in più del 2008 e ben il 20 pr cento in più del 2007. L’escalation di sangue non accenna a fermarsi, tutt’altro, ed è per questo che oggi si celebra la giornata internazionale contro la violenza alle donne. Da ieri pomeriggio, accanto al portone a ingresso del palazzo della Provincia, in piazzetta San Leone, è comparso un grosso pannello di legno. Ritrae nove sagome rosso sangue, nove manichini su cui incombe un’ombra nera.

SONO LORO, Angelica e le altre, a ricordarci che «l’omicida ha le chiavi di casa» e che c’è ancora tanto da tare per aiutare le donne, «per non lasciarle nell’ombra» come recita lo slogan, di colore verde. E’ questo il messaggio lanciato da Pistoia per questa giornata grazie all’appassionato impegno della Commissione pari opportunità della Provincia, presieduta da Marianna Menicacci che ieri, e l’occasione è sembrata la migliore, ha presentato la nuova consigliera di parità, l’avvocato Chiara Mazzeo e la consigliera supplente, l’avvocato Valeria del Pizzo. La presidente della Provincia, Federica Fratoni, ha illustrato «con orgoglio e soddisfazione un’iniziativa frutto di un lavoro costante. serio e intelligente della Commissione». Ha quindi presentato le nuove consigliere: «apprezzate per le qualità umane e professionali». 

Silvia Cormio e Siliana Biagini, entrambe consigliere provinciali, hanno quindi parlato dell’opera: «Un’idea nata da un progetto di artiste americane del ’90, Silent witness, testimoni silenziose: una mostra itinerante con le sagome delle donne uccise. Ci sarebbe piaciuto fare qualcosa di simile, ma non c’erano i fondi, e abbiamo preferito dare un segnale di sobrietà». «Un bellissimo lavoro» ha commentato Marianna Menicacci, accompagnato da un ampio ed esauriente volantino con la riproduzione del pannello, i nomi di tutte le 127 donne massacrate nel 2010 e tutti gli indirizzi utili di istituzioni, enti e associazioni che possano essere utili alle donne in difficoltà. I volantini avranno una capillare distribuzione in provincia grazie alle associazioni impegnate in difesa della donna. «Perchè di questo tema — come ha sottolineato l’assessore provinciale alle pari opportunità, Chiara Innocenti — non si parla mai abbastanza». «E poiché l’omicida — ha sottolineato Chiara Mazzco, da molti anni impegnata in questa battaglia — ha le chiavi di casa, è necessario tutelare la donna anche nel lavoro, garantire che non vi siano discriminazioni di genere».

«PERCHÈ LE DONNE — ha concluso Valeria del Pizzo — devono essere artefici di se stesse. La crisi picchia duro e le condizioni di lavoro ne risentono, e sempre più spesso le precarie sono vittime di discriminazioni dirette, come il mancato rinnovo di contratto in caso di maternità, un problema che sembrava superato e che ora riaffiora». E se la donna perde il lavoro, e quindi l’autonomia, può precipitare nel dramma. L’incontro si è concluso con i ringraziamenti da parte della Commissione Pari Opportunità: a Carmine Fiorello per la parte tiporafica, a Roberta Ripaoni e a Giovanna Lombardi. Con un pensiero a Silvia.

 

di Lucia Agati


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