Insospettabili maltrattamenti

Insospettabili maltrattamenti

Troppe le donne picchiate da mariti e conviventi

Firenze. Sono in larghissima parte italiane (4 su 5) e spesso lavorano ed hanno un buon livello di istruzione (2 su 3). Caratteristiche che forse un pò stupiscono visto che ci riferiamo alle donne oggetto di violenza. Ma questi sono alcuni dei dati caratteristici che saltano agli occhi leggendo l’analisi delle denunce, circa 850 l’anno, che le donne toscane hanno presentato ei

centri antiviolenza presenti in quasi tutte le grandi città della Toscana. E quasi sempre la violenza arriva dalla famiglia: nel 58% dei casi infatti le donne denunciano di aver subito violenze o minacce dal marito o dal convivente; nel 18% da un ex e nel 16 da un familiare. Si tratta soprattutto di donne fra i 30 e i 49 anni (68%), che subiscono maltrattamenti almeno per 5 anni (33%) e che nel 47% dei casi sono di tipo fisico (inteso come intimidazioni, umiliazioni, aggressioni), nel 20% psicologico, nel 6% sessuale. Nel 10% dei casi si tratta di abusi in età infantile e nel 17% di violenza economica, quando cioè la donna non viene messa in condizione di disporre dei mezzi economici per soddisfare i propri bisogni o quelli dei figli: ed in casi come questi è anche assai più difficile prendere la decisione di lasciare il marito. Stupisce poi che la percentuale delle denunce sia, nel centro Italia, più alta sia rispetto al nord che al meridione del paese. Se poi si pensa che gli autori dei maltrattamenti siano persone particolari, magari con gravi problemi, nella gran parte dei casi ci sbagliamo di grosso: solo in un caso su cinque infatti il denunciato evidenzia problemi di alcolismo o tossicodipendenza, solo nell’8% è caratterizzato da un disagio psicologico e ben il 69% sono persone classificate come “insospettabili”. «Viene sfatato – spiega la presidente dall’Associazione Artemisia centro donne contro la violenza Nicoletta Livibacci – lo stereotipo che il maltrattamento riguardi solo donne delle classi inferiori, con un basso livello di istruzione e disoccupate. Anche se il numero delle straniere che si rivolgono ai centri è in progressivo aumento, grazie anche a una maggiore diffusione dell’informazione». I dati sono stati diffusi in occasione della Giornata mondiale contro la violenza alle donne dalla presidente dall’Associazione Artemisia in una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche il presidente Martini.

di David Baretti


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