Basta! Da oggi mi ribello!

Basta! Da oggi mi ribello!

Basta! Da oggi mi ribello!

IN CASA CON IL NEMICO. IL 95% DEI MALTRATTAMENTI AVVIENE TRA LE MURA DOMESTICHE E SONO IN AUMENTO LE DENUNCE PER VIOLENZE PSICOLOGICHE. ALLE VITTIME DI QUESTI SOPRUSI È DEDICATA UNA GIORNATA IL 25 NOVEMBRE, PERCHE’ TROVINO IL CORAGGIO DI DIRE “IO NON CI STO PIÙ”

Ogni tanto penso a Luca e mi chiedo come sarebbe stalo. Biondo come il padre o bruno come me. Non so neanche se sarebbe stalo un maschio. L’ho perso prima che la pancia diventasse visibile. Prima di realizzare che stavo per diventare mamma. Aborto spontaneo. Può capitare prima del terzo mese. Ma al ginecologo non ho raccontato che mio marito mi ha picchiato dopo la prima ecografia. Non l’ho detto a nessuno. Ho preferito credere che doveva andare così, che Paolo, il mio compagno, pentito e confuso dopo quel gesto, non c’entrava niente. Allora avevo giurato a me stessa che non gli avrei più permesso di mettermi le mani addosso. E invece è successo, dieci, mille volle. Per anni ho fatto fìnta che fosse normale. Ora ho paura per i miei figli. Non voglio che diventino come lui.»

Di storie come questa al centralino del Telefono rosa. l’Associazione che dal 1988 si occupa di violenze dentro e fuori le mura domestiche, ne sentono tutti i giorni. Storie di donne “normali”, che vivono in un contesto mediamente agiato e che per anni, subiscono angherie di tutti i tipi, senza fiatare. Senza sapere che d’amore, d’amore malato, si può morire. Per le donne tra i 16 e i 44 anni i maltrattamenti sono la prima causa di morte e invalidità. Più del cancro e degli incidenti d’auto. A loro il 25 novembre è dedicata una giornata, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica su una realtà sommersa, più diffusa di quanto si pensi. «Dai dati della ricerca “Le voci segrete della violenza” condotta nel 2003 dalla nostra Associazione» dice Gabriella Carnieri Moscatelli, presidentessa del Telefono Rosa di Roma, «le violenze fisiche sono in leggero calo rispetto al 2002, ma sono in aumento quelle psicologiche, intese come persecuzioni, minacce, limitazioni della libertà: dal 31% del 2002 sono passate al 55% di quest’anno. Poi si pensa che i maltrattamenti si consumino in contesti disagiati. Non è così. Il 95% delle violenze avviene in famiglie “per bene”. Si tratta di un fenomeno trasversale, che coinvolge donne di ogni età ed estrazione sociale». Anche lui. il “carnefice”, non risponde a un identikit preciso. In genere, si è portati a pensare che il marito che picchia la moglie sia anche all’aspetto un bruto, una specie di orco. In realtà quasi sempre è un individuo al di sopra di ogni sospetto. «Dietro personalità e storie familiari molto diverse tra loro, c’è però un tratto comune negli uomini violenti: la difficoltà a gestire il conflitto e la frustrazione che ne deriva» dice Simona Scalzi psicoterapeuta e presidente di Cerchi d’acqua, cooperativa onlus contro la violenza alle donne di Milano. – Non è un caso che i primi episodi di violenza a volte si verifichino dopo il matrimonio o l’arrivo di un figlio. Questi avvenimenti mettono in crisi un equilibrio.

di Maria Elena Viola


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