Il Centro offre la possibilità di uscire dal dramma della violenza domestica a tutte le donne che la subiscono sole o con i loro figli minori, vittime di violenza "assistita".

Il servizio socio-educativo prevede l'accoglienza in civili abitazioni di donne sole o con figli/e, italiane o straniere, con regolare permesso di soggiorno.

Postazione Stalking in Toscana. Scopri cos'è lo stalking: come riconoscerlo, come contrastarlo con una equipe di psicologi e avvocati. E' rivolto a donne e uomini. Il servizio è gratuito.

E' lo strumento attraverso il quale tutti i Soggetti Pubblici e Privati possono conoscere gli obiettivi dell'Associazione, le specifiche prestazioni, gli standard di qualità ...

Carta dei Servizi

Carta dei Servizi 365

E' lo strumento attraverso il quale tutti i Soggetti Pubblici e Privati possono conoscere gli obiettivi dell'Associazione, le specifiche prestazioni, gli standard di qualità ...

e quantità dei Servizi erogati, al fine di monitorare e migliorare sempre le modalità sia di  erogazione  che di fruizione dei vari servizi.

Centro Antiviolenza Liberetutte.

Un luogo di donne per le donne che subiscono violenza:accoglienza telefonica, colloqui individuali, consulenza psicologica, consulenza legale, ospitalità in Case Rifugio.

L’accesso ai servizi forniti dal Centro Antiviolenza può avvenire:
Principalmente su  richiesta diretta dell’interessata attraverso il numero telefonico 340 6850751 o attraverso il numero nazionale 1522.
L’accoglienza telefonica alle vittime è disponibile dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00; il sabato e la domenica è attiva la segreteria telefonica (fornisce indicazioni a cui rivolgersi in caso di pericolo e raccoglie messaggi a cui le operatrici risponderanno il prima possibile).

Su segnalazione o richiesta dei servizi socio-sanitari  o comunque delle istituzioni pubbliche, di soggetti privati e di altre associazioni di volontariato  in base  a protocolli condivisi d'intervento.
Sede legale dell'Associazione 365giornialfemminile aperta dalle ore 9.00 alle ore 13.00 dalle lunedì al venerdì, via Marconi 51 Montecatini T. (PT) Tel /fax : 0572 910311; .

Il Centro Antiviolenza  accoglie  la richiesta nella massima riservatezza e, solo in casi in cui viene  valutato opportuno (attraverso la condivisione con la donna) o necessario (presenza di minori a rischio), può indirizzare l’utente ad altri servizi  competenti come stabilito da protocolli d'intervento territoriali.

Gestione del servizio:
Il Centro Antiviolenza è attivo tutti i giorni dell’anno, senza interruzioni di servizio, con personale multiprofessionale esclusivamente femminile ed adeguatamente formato e accoglie donne di tutte le età, italiane e straniere, residenti e non nella provincia, vittime di ogni forma di violenza offrendo:
Ascolto telefonico: primo contatto con le donne vittime di violenza, con o senza figli. Esso può avvenire anche attraverso invii di altri servizi, Servizi Sociali, Forze dell'Ordine, Consultorio, Scuola, 1522, altri centri antiviolenza ed altre associazioni in un’ottica di protocolli e linee metodologiche condivise tra i vari soggetti sopra indicati.
Valutazione del rischio: valutazione immediata attraverso strumenti idonei alla rilevazione del rischio fisico e psicologico, al fine di intervenire sull’emergenza ed attuare misure di protezione e di messa in sicurezza  sia per la donna che per gli eventuali figli/e, sempre seguendo i protocolli d’intesa.
Colloqui di sostegno: finalizzati all'elaborazione del vissuto della donna stessa, rappresentano il nodo centrale della metodologia applicata all'interno dei centri.
Consulenza ed assistenza legale: le avvocate specializzate nel diritto penale e civile presenti nel Centro, lavorando anche  con il gratuito patrocinio, sono in grado di sostenere tutte le donne che decidono di intraprendere un percorso legale nei confronti degli autori delle violenze.
Sostegno psicologico: Viene offerto nei momenti di accoglienza ed ospitalità per trattare ed elaborare le conseguenze del maltrattamento subito, facendo emergere gli effetti che spesso la violenza subita e/o assistita nell'infanzia richiama anche nelle relazioni adulte.

Ospitalità - Casa Rifugio: le donne o le madri con bambini/e, in situazioni di grave pericolo, vengono accolte in case rifugio ad indirizzo segreto. A seconda del progetto di protezione e/o reinserimento sociale, scopo dell' ospitalità è creare le condizioni affinché la donna possa rendersi autonoma e ricostruirsi una nuova vita.
Informazione/sensibilizzazione/formazione: azioni di prevenzione e formazione nelle scuole di ogni ordine e grado sugli stereotipi e violenza di genere; campagne di promozione e informazione su tutto il territorio provinciale attraverso varie forme di comunicazione, formale e informale, a favore delle donne attraverso processi di mainstreaming.
Mediazione culturale: durante i colloqui di valutazione del rischio e nella stesura del progetto individuale delle donne straniere partecipano le mediatrici culturali di madre lingua per facilitare la comprensione linguistica ma anche le informazioni fornite alla donna sui i diritti e doveri in una situazione di violenza.
Orientamento e affiancamento ai servizi pubblici o privati: le donne viengono motivate, orientate e supportate nella ricerca del lavoro tramite la rete ufficiale delle agenzie interinali e centri per l’impiego e quella informale che afferisce al CAV Liberetutte1.
Raccolta dati : il Centro fornisce in modo permanente ed in rete con gli altri centri
antiviolenza, all'Osservatorio Sociale Regionale, i dati statistici relativi alla violenza
di genere, allo scopo di analizzare ed intervenire con maggiore efficacia al contrasto
della violenza.

Personale coinvolto nel servizio
Le operatrici impiegate nel servizio sono: dipendenti, collaboratrici, volontarie o tirocinanti, regolarmente iscritte nei rispettivi ruoli, adeguatamente formati per gli aspetti tecnico-relazionali dell’intervento.
Durante l’orario di servizio le operatrici sono raggiungibili dalla responsabile del servizio, dagli assistenti sociali, dalle Forze dell'Ordine e da tutti i soggetti della rete territoriale coinvolti sul problema della violenza alle donne  attraverso telefoni mobili di servizio.
Le modalità di gestione del servizio tengono conto anche di quanto previsto dalle specifiche convenzioni in essere e quindi dai protocolli d'intervento come sopra indicato.

Gli interventi ed i servizi svolti dal Centro Antiviolenza sono erogati gratuitamente; il Centro Antiviolenza Liberetutte può fornire i suddetti servizi in seguito a convenzione con gli enti pubblici competenti quali i Comuni, le Società della Salute, le ASL e attraverso il sostegno economico dell'Associazione derivante dal contributo dei soci sostenitori.

Ospitalità in Casa Rifugio
Il Centro Liberetutte dispone di case rifugio, civili abitazioni predisposte all’accoglienza e all’aiuto di donne vittime di violenza fisica, psichica ed economica.
La Casa Rifugio nasce quindi per rispondere al problema della violenza alle donne presente sul territorio locale e nazionale.
Il principale obiettivo della Casa Rifugio è quello di elaborare una strategia di azione con la donna vittima di violenza, per creare un percorso attraverso cui la donna, distaccandosi progressivamente da uno stato psicologico di timore e paura, riesca a capire i propri bisogni e le proprie potenzialità. Rientrando in possesso della propria autonomia e riacquistando consapevolezza e coscienza della propria personalità, la donna, attraverso il percorso, recupera fiducia e stima in sé scoprendo nuove capacità e nuove abilità  individuali.
Questo è possibile perché la Casa Rifugio offre la possibilità concreta di proteggersi da situazioni di pericolo, di incontrare un punto di ascolto e di confronto con operatrici competenti che conoscono le dinamiche della violenza. Per elaborare la violenza subita la donna ha anche un sostegno psicologico essendo previsti dei colloqui settimanali con una psicologa. La donna può avvalersi di consulenze per pratiche civili e penali consultando le avvocate presenti una volta alla settimana in Casa Rifugio. In alcune situazioni,dove non basta la semplice consulenza, ma devono essere avviati procedimenti legali, vengono attivati  i gratuiti patrocini, da parte delle stesse avvocate.

Nelle Case sono impegnate le operatrici d’accoglienza con compiti di sostegno come colloqui di conoscenza, accompagnamento ai vari servizi territoriali, informazioni sull’organizzazione e gestione della Casa Rifugio, sostegno nella gestione dei figli se presenti, ed altre attività necessarie al raggiungimento degli obiettivi individuali delle ospiti.

Nel caso in cui  la donna accolta in Casa Rifugio abbia con sé dei figli, le singole operatici portano avanti un’attenta osservazione sul rapporto  madre – figlio/a, cercando di capire quanto le violenze subite dalla loro madre abbiano  potuto compromettere la loro la relazione affettiva (Violenza Assistita2).
Le operatrici osservando l’atteggiamento e il comportamento del minore nel quotidiano della Casa Rifugio, possono riscontrare  eventuali sintomi di malessere psicofisico.
Dopodiché questo viene condiviso in un primo momento da tutto il gruppo lavoro e successivamente con i Servizi per progettare eventuali percorsi terapeutici che possono vedere l’attivazione all’interno della Casa Rifugio di attività psicopedagogiche e/o interventi psicologici esterni con la presa in carico dell’  U.F.S.M.I.A.
L' intervento interno alla Casa Rifugio vede il coinvolgimento della  psicologa e dell'educatrice.
La psicologa si occupa nello specifico di un’attenta valutazione del minore da un punto di vista psicodiagnostico e supportivo del nucleo.
L' educatrice si occupa invece dell' osservazione dell’atteggiamento e del comportamento del minore nel quotidiano della Casa Rifugio nonchè all'esterno (scuola, attività ludiche  e sociali), dove è possibile riscontrare  eventuali sintomi di malessere psicofisico.
Nel caso in cui si valuti la necessità di interventi psicopedagogici, la psicologa si occupa in parallelo di  effettuare colloqui con la madre in modo da supportarla nell'intervento educativo indirizzandolo maggiormente sulle aree di sviluppo valutate più carenti e di fornirla di strumenti pedagogici da poter utilizzare col figlio.

Po.St.iT - Postazione Stalking Toscana

Sportello attivo dal 2010 che sviluppa ricerca ed indagini sul fenomeno dello stalking, ed accoglie persone coinvolte in situazioni di atti persecutori. Questa sperimentazione
ha visto il coinvolgimento di istituzioni ed enti di altri territori della Toscana.
Po.St.iT è un servizio presente nella Provincia di Pistoia e attivo a livello regionale con altre due postazioni nate ormai da due anni, una su Firenze e l'altra sul territorio pisano.
Fin dall'inizio l'intento del progetto è stato quello di rivolgersi a tutti i casi di stalking, a prescindere dal genere, fornendo un aiuto completo con percorsi legali e supporto psicologico sia alle vittime di stalking, sia ai persecutori.

Nuovi percorsi di prevenzione /intervento: Il trattamento degli Offenders
Oggi il servizio, recependo le indicazioni della nuova Legge n. 119/2013 sul Femminicidio, ha voluto ampliare la propria area di intervento sul versante degli offenders, non limitandosi più alla sola figura degli stalkers ma a tutti coloro che agiscono condotte di violenza all’interno delle relazioni. Pertanto ci si propone di intervenire sulla qualità della relazione laddove vi siano precedenti condotte o possibili indicatori di comportamenti violenti con strategie mirate sia sul singolo (indipendentemente dal sesso) sia sulle loro modalità di rapportarsi, attraverso il riconoscimento e la gestione delle emozioni proprie e dell’altro. Il servizio prevede anche uno spazio di consulenza per familiari, parenti o congiunti di soggetti penalmente perseguiti in stato di libertà oppure in corso di reinserimento sociale dopo la detenzione, al fine di trasmettere loro strumenti e conoscenze più mirati per rapportarvisi adeguatamente. 
A questo scopo sono state avviate collaborazioni e partnerships con i principali interlocutori istituzionali per creare quella sinergia di rete necessaria al raggiungimento della duplice finalità di prevenzione e contrasto al dilagante fenomeno della violenza.
In particolare:
1. La Questura, già presente fin dall'apertura del servizio, per invio dei soggetti sotto ammonimento o colpiti da divieto di avvicinamento
2. L’Ufficio Esecuzione Penale Esterna (UEPE) del Ministero della Giustizia per la   segnalazione e l’invio al servizio di soggetti giudicati “a rischio” di condotte persecutorie, maltrattanti, molestanti, violente, in corso di MAD (misura alternativa alla detenzione) 
3. La Procura
4. L’Arma dei Carabinieri

A chi è rivolto:
a chi subisce forme di persecuzione
a soggetti con problematiche di stalking, in fase di esecuzione della pena in misura alternativa alla detenzione, messa alla prova, in caso di misure cautelari o in caso di ammonimento del questore
a uomini o donne che desiderano capire se stanno subendo atti persecutori
a uomini o donne che desiderano capire se stanno agendo atti persecutori
a chi si rende conto di mettere in atto comportamenti persecutori e/o violenti, ma che non riesce ad interromperli
ai sex offenders e a soggetti con discontrollo degli impulsi per il riconoscimento e la gestione della rabbia e degli stati compulsivi
a familiari di soggetti condannati per reati violenti
a partner, amici, parenti, colleghi di coloro che attuano forme di persecuzione che desiderano avere informazioni su come poter aiutare chi agisce tali condotte a prendere consapevolezza del problema e a chiedere aiuto
a coppie con elevato grado di conflittualità che non riescono a gestire l'emotività nella relazione e il conflitto
ad offenders che hanno necessità di sostegno alla genitorialità

Percorso
Po.St.iT vuole fornire un supporto a tutti coloro che subiscono o agiscono questo tipo di violenza creando un “luogo” dove poter essere ascoltati, creduti e sostenuti individuando il percorso più adeguato da intraprendere. A tale scopo di avvale della professionalità di esperti del settore (psicologi, criminologi, avvocati), specificamente formati e con una consolidata esperienza nel campo. L'intervento prevede l'ascolto telefonico a cui tutti possono rivolgersi per avere informazioni precise, immediate e fissare un appuntamento con i professionisti adeguatamente preparati a valutare il tipo di intervento e dare l'avvio ad un percorso psicologico, legale o entrambi.
Iniziative culturali
Il progetto ha inoltre lo scopo di intervenire attraverso azioni di sensibilizzazione, prevenzione e formazione attraverso incontri, seminari, dibattiti pubblici e di monitorare, in ambito provinciale e regionale, la diffusione del fenomeno e le caratteristiche di chi agisce o subisce questo tipo di violenza, al fine di poter elaborare strategie efficaci di contrasto.
Il monitoraggio e la raccolta dati annuali che viene fatta a fini statistici, ha infatti lo scopo di osservare il fenomeno e fornire indicazioni utili per un eventuale miglioramento o riprogettazione  degli interventi.

Come contattarci
Tel. 366.6050354 dal lunedì al venerdì ore 9,00-12,00.

STA: Sostegno Temporaneo Abitativo

Il servizio socio-educativo prevede l'accoglienza di donne sole o con figli/e, italiane o straniere, con regolare permesso di soggiorno.
L' Associazione dispone di case, civili abitazioni a carattere comunitario di tipo familiare con funzioni di accoglienza a bassa intensità assistenziale, dove le ospiti possono trovare una realtà ospitale, di confronto e di assistenza che potrà essere vissuto come un mezzo e un'opportunità per ricrearsi una propria vita.

Finalità e obiettivo del servizio
Il Progetto, attraverso l’utilizzo di una struttura abitativa si propone di accogliere temporaneamente donne e/o nuclei, con una significativa capacità di autogestione, ma per le quali sia necessario un sostegno socio-educativo e/o psicologico finalizzato al raggiungimento di un’autonomia professionale, lavorativa ed abitativa.
Lo scopo de progetto è di dare una risposta anche se con modalità sperimentali ad un bisogno emergente (disagio socio-culturale, sfratti immediati e programmati, perdita di una autonomia economica ecc)sul nostro territorio locale e nazionale.
Inoltre, l’inserimento di donne con figli minori consentirà al Servizio Sociale, nel caso fosse necessario, un’osservazione più accurata della situazione al fine di valutare con maggiore appropriatezza l’eventuale necessità di interventi diversificati sulla base degli elementi emersi.

Target
La Casa potrà ospitare fino ad un massimo di tre nuclei contemporaneamente, previa disponibilità di posti; per nucleo si intende madre con un massimo di n.2 figli/e di età inferiore ai 12 anni. In caso di nucleo familiare più numeroso la struttura si riserva la possibilità di valutare l'opportunità dell'inserimento in base alle caratteristiche che il nucleo stesso presenta.
I nuclei-opsiti che potranno usufruire del progetto non devono presentare problematiche di tossicodipendenza o alcoldipendenza, né disturbi psicopatologici di grave entità; devono essere in carico al Servizio Sociale inviante che deve mantenere la presa in carico durante il periodo di permanenza in struttura.
L’inserimento di donne sole che necessitano di sostegno socio-educativo/psicologico che possono  presentare problematiche legate ad un lieve disturbo psichico o di reinserimento sociale dopo un periodo detentivo o un periodo trascorso all’interno di comunità terapeutiche per tossicodipendenza o case-famiglia per madri con bambini.

Modalità d'intervento
Per ogni nucleo ospite verrà redatto un progetto che evidenzierà gli obiettivi da raggiungere, le modalità e i tempi per il loro raggiungimento.
Tali obiettivi potranno essere raggiunti utilizzando i Servizi Specialistici Territoriali ed il sostegno educativo fornito dagli operatori dell’Associazione 365giornialfemminile che saranno presenti per un minimo di otto ore settimanali in relazione al bisogno di ciascuna ospite. Nei casi in cui venga valutata la necessità di seguire la donna anche attraverso un supporto di tipo psicologico verrà elaborato un progetto terapeutico individuale che potrà prevedere un contributo ad hoc.

Durata dei percorsi
I nuclei-ospiti potranno rimanere nella casa per il periodo previsto nel progetto individualizzato predisposto dall’Associazione 365giornialfemminile in stretta collaborazione con il servizio inviante. Il periodo di permanenza non potrà superare i sei mesi; eventuali proroghe dovranno essere necessariamente definite e motivate dal servizio inviante in pieno accordo con la struttura.
L’indicazione dei tempi e modalità di permanenza della donna o nucleo in casa donna, deve essere riportato nel progetto socio-educativo dell’utente predisposto dai Servizi Sociali e la struttura d’accoglienza.

Accesso al Servizio
La richiesta per l’eventuale inserimento dovrà essere effettuata dagli operatori dei servizi socio-sanitari  o comunque delle istituzioni pubbliche all' Associazione. Al seguente indirizzo:Associazione 365giornialfemminile aperta dalle ore 9.00 alle ore 13.00 dalle lunedì al venerdì, via Marconi 51 Montecatini T. (PT) Tel /fax : 0572 910311;
info@ 365giornialfemminile.org

Per le situazioni monitorate dal Servizi Sociali, per le quali non è ancora stato definito un progetto,  ma che  necessitano di una accoglienza immediata, l’Associazione potrà valutare, in accordo con gli stessi enti invianti, la possibilità di  collocare il nucleo  per le prime 48 ore in albergo.
L’accoglienza da parte dell’Associazione 365giornialfemminile dell’utenza inviata è subordinata alla piena accettazione da parte della donna del regolamento che verrà dalla stessa sottoscritto al momento dell’ingresso.

PAAS - la rete è per tuttE!
        
Punto di Accesso Assistito ai servizi della rete e ad internet – PAAS, servizio gratuito rivolto alle donne che vogliono accedere ai servizi della rete e ad internet, affiancate da un'operatrice qualificata. Soggetto titolare Regione Toscana. Soggetti attuatori Comune di Montecatini Terme e Ass. 365Giornialfemminile, 2011.

Progetti attivi

◊ Sistemare - Sistema Integrato Sviluppo Tecnologico Maltrattamento Abuso in Rete

La nostra esperienza in ambito di genere è quindicinale: dalla lotta contro la tratta alla violenza intrafamiliare e lo stalking, in questo arco di tempo abbiamo dovuto muoverci anche nel mondo del lavoro per costruire, con le donne, percorsi di autonomia e ricostruzione di un futuro.
Abbiamo quindi cercato, e continuiamo a cercare, di creare rete e SISTEMARE, nel nostro contesto sociale, per valorizzare il mondo femminile e la sua capacità di fare SISTEMA, contro quello stereotipo secondo il quale il genere femminile non è in grado di fare "squadra". Sappiamo che in Italia sono molte le esperienze che, anche e soprattutto attraverso la RETE, si stanno muovendo in questa direzione e che, come noi, intendono presentare un volto positivo e costruttivo del nostro Paese.
Infatti attraverso questo progetto (Finanziamento Regione Toscana decreto n. 6515/2012) abbiamo messo a sistema reti già esistenti, cogliendo e mettendo in evidenza competenze proprie di ciascun soggetto e condividendo strumenti che facilitino le autonomie personali e lavorative di ogni donna che vi aceda.

S.I.S.Te.M.A.Re.è un modello di attuazione concreta di azioni in grado di mettere a sistema reti già esistenti, cogliendo e mettendo in evidenza competenze proprie di ciascuna donna e condividendo azioni e strumenti innovativi, che facilitino le donne vittime di violenza nel loro percorso di uscita e di ripristino delle autonomie personali e lavorative.
Tale progetto inizialmente previsto in via sperimentale per donne vittime di violenza, si è invece rivelato un modello trasferibile anche a tutto il mondo femminile in genere.
Si tratta di azioni capaci di determinare la formazione, le competenze, le conoscenze di donne che vogliono entrare o rientrare nel mondo del lavoro. 
S.I.S.Te.M.A.Re. è diventato in questi due anni una 'infrastruttura' di riferimento non solo per donne della provincia di Pistoia, ma attraverso il web, per le donne di tutto il territorio nazionale. Una vera e propria comunità di sostegno. 
Una rete di servizi che si modella intorno a parole chiave quali: mainstreaming, protezione, opportunità lavorativa, longlife learning, sostegno e accompagnamento, accesso informatico assistito, integrazione, conoscenza in sintesi: partecipazione attiva.Scopo del progetto: una partecipazione attiva.

Questi i principali obiettivi di S.I.S.Te.M.A.Re:

Costruire interventi concreti e condivisi, attraverso la realizzazione di strumenti idonei e personalizzati per aumentare le opportunità lavorative delle donne italiane e straniere.
Creare azioni di formazione, sostegno alle competenze e rafforzamento delle motivazioni individuali, verso un possibile successivo inserimento socio-lavorativo di donne vittime di violenza, di disagio personale e familiare, vittime di tratta o di sfruttamento lavorativo, detenute, ex-detenute, disoccupate, inoccupate in genere.
Ampliare l’offerta di opportunità, mettendo a sistema tutte le proposte che ogni soggetto partecipante al network sta già sviluppando sul territorio, per una maggiore possibilità di far nascere incontri tra domanda e offerta.
Attivare e accompagnare in un percorso virtuoso le donne, per provare a far crescere e costruire nuove opportunità lavorative, verso un processo di acquisizione della propria autonomia economica.
La parola network raccoglie oltre alla parola rete (net), una seconda parola chiave - lavoro (work) - che rende più chiara l’azione che S.I.S.Te.M.A.Re vuole compiere: non c’è rete, infatti, senza il lavoro di tutti i soggetti coinvolti in un processo. Perché oggi più che mai, operare nel tentativo di suggerire percorsi e opportunità o di entrare direttamente in contatto con le informazioni utili a migliorare il cammino nostro e degli altri, è fondamentale.

Vi invitiamo a prendere visione  del blog di S.I.S.Te.M.A.Re, per una ulteriore conoscenza del progetto.
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Formazione nelle scuole di ogni ordine e grado
L' Associazione, nata con lo scopo di aiutare le donne vittime di violenze e di sopraffazioni di tutti i tipi, è ben consapevole dell'importanza della prevenzione per riuscire ad arginare questa ondata di violenza che rischia di sommergerci. Proprio con questo intento ha elaborato dal 2008 ad oggi vari progetti all'interno delle scuole del territorio provinciale, con interventi effettuati su classi della scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado per aiutare gli alunni ad affrontare con più serenità e consapevolezza le complicazioni della vita, senza aver paura della fatica del conflitto ed anche per aiutarli a far sì che l'aggressività che è una energia, un impulso che fa parte del nostro mondo emozionale, non sfoci nella sua forma più distruttiva che è la violenza, valorizzando le differenze di genere e limitandone gli stereotipi.

I percorsi formativi e seminari attivati nelle scuole di ogni ordine e grado:
“Azioni di formazione contro gli stereotipi e la violenza di genere” per la Provincia di Pistoia – Commissione Pari opportunità – presso l'Istituto Comprensivo “Salutatai Cavalcanti” di Borgo a Buggiano (materna, elementare e media) – Anni scolastici 2008-2009 e 2009-2010.
“Azioni di formazione contro gli stereotipi e la violenza di genere”. Percorso rivolto a ragazzi/ragazze delle Terze classi della scuola Secondaria di 1° Grado-Istituto Comprensivo Statale “Don Lorenzo Milani”,Ponte Buggianese- Chiesina Uzzanese. Anno scolastico 2011-2012.
“AzioniAmo Il Genere”.Progetto Finanziato dalla Regione Toscana con Decreto n.1180/2013. Laboratorio educativo di contrasto alla discriminazione di genere e di valorizzazione del principio di Pari Opportunità, rivolto a ragazzi/ragazze delle terze classi della scuola Secondaria di 1° grado di tutta la Valdinievole, per favorire l'attenzione sui temi della parità uomo-donna e la valorizzazione della figura femminile e per contrastare le discriminazioni di genere e la violenza sulle donne. Anno scolastico 2013-2014
“Valorizzare le differenze”. Attività di informazione e formazione sugli stereotipi e le  aspettative derivanti dal genere, delineando e  facilitando tra i  ragazzi/e una riflessione condivisa sui concetti di violenza e convivenza civile. Rivolto ai ragazzi e alle ragazze della scuola secondaria di 1° grado dell'Istituto Chini di Montecatini T. Anno scolastico 2014-1015
“Differentemente Pari”. Contest, Musica, Video, Social NetWork.  Intorno a :Stereotipi di genere, Relazioni Affettive, Conflittualità, Femminicidio. Rivolto ai ragazzi/e delle Quinte di tutti gli Istituti Superiori della Provincia di Pistoia.19 Novembre 2014, Teatro Verdi di Montecatini T. Con la collaborazione della Regione Toscana, la Provincia di Pistoia, il Comune di Montecatini T. e l'associazione ArciPistoia.
“Progetto Società e Cittadino-Pari opportunità dalla costituzione ai nostri giorni”. Incontro rivolto agli studenti del Liceo C. Salutati di Montecatini T. 30 Gennaio 2015, Organizzato da Libera Pistoia.
“Chiamarlo amore non si può”. Organizzato dal Consiglio comunale dei ragazzi della scuola secondaria di primo grado di Ponte Buggianese. 7 marzo 2015 presso l'auditorium dell'Istituto Comprensivo Don Lorenzo Milani di Ponte Buggianese.

L'associazione 365giornialfemminile sostiene l' iniziativa "Educare alle differenze", nata a Settembre 2014, che a tutt'oggi promuove ed organizza interventi su tutto il territorio nazionale.

Scarica la brochure completa della CARTA DEI SERVIZI ...

 

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